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Boom del gioco d’azzardo, ma la Regione Emilia – Romagna tira il freno

Discusso in Commissione IV il rapporto di monitoraggio dell’applicazione della L.R. n.5/2013

Gioco d’azzardo in Emilia – Romagna, alcuni dati

Durante gli ultimi anni, vale a dire in piena crisi economica, per gli italiani giocare d’azzardo è diventato sempre più “di moda”, tanto da trasformarsi in un vero e proprio fenomeno consolidato. Più le famiglie subivano le ristrettezze della crisi, più si rifugiavano tra gratta e vinci, slot machine, numeri del Lotto, nel tentativo di riuscire ad imprimere una svolta alla propria vita.

L’attività giocosa riguardante la manipolazione di elementi aleatori, che vanno dai numeri ai simboli, rappresenta secondo numerosi psicologi una tradizione degli esseri umani verso la quale l’uomo è naturalmente propenso. Per molte persone i giochi d’azzardo rimangono dei piacevoli passatempi occasionali, ma per alcuni possono sfociare nel patologico.

Anche in Emilia – Romagna da alcuni anni si è registrato un aumento costante dei giocatori patologici che spontaneamente si sono presentati ai Servizi per le dipendenze chiedendo di essere sottoposti a cura. Se nel 2010 vi erano 512 soggetti in cura, nel 2013 si è arrivati a 1.110; la Regione Emilia - Romagna emanava pertanto, nel secondo semestre di quello stesso anno, la famosa Legge n. 5 “Norme per il contrasto, la prevenzione, la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico, nonché delle problematiche e delle patologie correlate”. Una legge sostanzialmente indirizzata ad azioni di tipo educativo, culturale, sociale e di tutela sanitaria e non volta ad impattare direttamente sul fenomeno della diffusione delle sale gioco.

Leggi il documento originale Rapporto di Monitoraggio della L.R. 5/2013

Di fatto, dalla lettura dei dati contenuti nel rapporto dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, relativo agli anni 2013/2015, si evince che il numero di slot machine e video lottery nel territorio della Regione è cresciuto. Se nel 2013 in Emilia – Romagna vi erano 31.631 slot machine e 4.870 video lottery, nel 2015 si passa rispettivamente a 34.246 e 5.206. Quest’ultimo dato, relativo agli apparecchi VLT, regala alla Regione Emilia – Romagna il terzo posto tra le Regioni per numero di VLT, dietro a Lombardia (al primo posto) e Lazio (secondo posto). Piacenza è la provincia con maggiore presenza di apparecchi in proporzione al numero di abitanti- uno ogni 131 residenti- a Forlì-Cesena si registra la situazione migliore, uno ogni 205 residenti (uno ogni 151 residenti a Ferrara, uno ogni 165 residenti a Reggio Emilia, uno ogni 167 residenti a Bologna, uno ogni 168 residenti a Ravenna, uno ogni 176 residenti a Parma e uno ogni 185 residenti a Modena).

Prevenzione del rischio di dipendenza da gioco patologico

Il tema della prevenzione del rischio di dipendenza dal gioco patologico è stato inserito nei percorsi che fanno capo al Piano regionale della prevenzione, di conseguenza come testualmente viene riportato dalla relazione “la tematica del gioco d’azzardo è stata inserita” anche “nei progetti già attivi di “Scuole che promuovono la salute”.”

Nell’anno scolastico 2015/2016, tre istituti di istruzione superiore (Istituto Comprensivo Gobetti di Scandiano (RE); Istituto tecnico professionale Vallauri di Carpi (MO) e Centro di formazione professionale Cesta (FE) hanno sperimentato questo progetto che mira al potenziamento di alcune life skills che si sono rivelate importanti fattori di protezione, come la conoscenza dei meccanismi matematici e probabilistici che regolano i giochi più diffusi, l’autostima, il pensiero critico, la capacità di resistenza alle pressioni del contesto e del gruppo dei pari, la conoscenza dei principali rischi legati al gioco d’azzardo e la conoscenza degli errori cognitivi che il giocatore mette in atto.

Politiche di prevenzione e di contrasto al rischio di GAP

È la L.R. 18/2016, ovvero il Testo Unico per la promozione della legalità, a contenere norme più stringenti in tema di gioco di azzardo patologico, in quanto, modificando la L.R. 5/2013, vieta l’esercizio delle sale da gioco e delle sale scommesse, oltre alla nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito in locali collocati ad una distanza inferiore ai 500 metri da luoghi sensibili, come possono essere ad esempio le scuole, gli ospedali, ecc. Viene inoltre sancito il divieto di patrocinio della Regione per tutti quegli eventi che ospitano o pubblicizzano attività che, benché lecite, possono favorire o indurre la dipendenza dal gioco d’azzardo patologico. Il Testo Unico prevede inoltre la diffusione della cultura dell’utilizzo responsabile del denaro, anche per evitare situazioni di indebitamento e di maggiore esposizione al rischio di usura da parte dei giocatori patologici e delle loro famiglie.

Interventi sanitari extra LEA e implementazione del numero verde regionale

Nel 2015 sono stati curati in Emilia – Romagna 1.310 giocatori d’azzardo patologici, rispetto al 2010 si è avuto un incremento del 155,9%.

Se dovessimo tracciare un identikit del giocatore d’azzardo patologico in cura in uno dei circa 40 punti di accoglienza, valutazione e trattamento con sede in ogni AUSL, questo è maschio, tra i 40 e i 50 anni. Oltre il 50% dei soggetti in cura si è rivolto di propria volontà alle strutture che offrono accoglienza e trattamento. La mappa di tali servizi è stata messa in rete nel 2013, recentemente aggiornata nel 2015 ed il loro elenco è consultabile anche dal numero verde regionale 800 033 033.

La città con il maggior numero assoluto di giocatori patologici in cura nel 2015 risultava Modena con 231 seguita da Bologna e Piacenza, rispettivamente con 224 e 173, in posizione intermedia Reggio Emilia (132), Ferrara (124) Parma (122). Le città con il minor numero di giocatori patologici in cura risultavano invece Cesena con 75, Ravenna con 71, Rimini con 65, Forlì con 50 e Imola con 43.

Progetto PLUTO

In Emilia-Romagna sono attivi nove gruppi di Giocatori Anonimi e quattro gruppi Gamanon per i familiari, con tali associazioni la Regione ha sottoscritto un protocollo di collaborazione non onerosa nel 2013.

È inoltre attivo anche un programma di tipo residenziale breve specifico per giocatori, denominato “Progetto PLUTO", gestito dall’associazione onlus Centro sociale Papa Giovanni XXIII di Reggio Emilia, con due sedi operative, una in provincia di Reggio Emilia e una in provincia di Modena. Dal 2011 al 31 agosto 2016 nel programma residenziale PLUTO sono stati accolti 110 giocatori patologici di cui 96 maschi e 14 femmine. Di questi i residenti in Regione Emilia – Romagna sono 57, mentre i giocatori provenienti da fuori regione sono 53. La fascia di età maggioritaria è quella che va dai 30 ai 60 anni ed il gioco d’azzardo prevalente è quello con apparecchi Slot o VLT, seguito dalle scommesse sportive e dai Gratta e Vinci. Si è registrato invece un solo caso legato al Poker e al trading on line.

Formazione degli esercenti e del personale delle sale gioco, degli operatori socio – sanitari e degli addetti della polizia regionale

Fino al primo semestre del 2016, sono stati realizzati 42 corsi a cui hanno partecipato 800 operatori di locali di gioco. Sono stati trattati vari argomenti: dalla normativa di settore, alle caratteristiche dei giochi d’azzardo che inducono dipendenza, dagli aspetti della relazione con il giocatore d’azzardo alle definizioni e aspetti della dipendenza da gioco d’azzardo.

Alcuni temi hanno ovviamente riscosso un maggior interesse da parte degli operatori di locali da gioco, soprattutto ciò che riguarda il contatto con i giocatori patologici e la gestione di problematiche di tipo emotivo – relazionale.

Altri corsi di formazione hanno riguardato gli operatori socio – sanitari e gli addetti della polizia locale.

Diffusione del marchio SlotFreER

La relazione ha messo inoltre in evidenza che sta proseguendo la campagna per la diffusione del marchio SlotFreER.

Nel 2016 sono state ristampate 3000 vetrofanie e nello stesso anno con la DGR 1011/2016 è stato emanato un bando regionale per assegnare ai Comuni o alle Unioni di Comuni, un finanziamento di 150.000 Euro, affinché lo utilizzino per incentivi ai locali Slot Free del loro territorio.

Il valore del marchio Slot FreER risiede nel messaggio inviato ai clienti del locale, affinché chi vuole, possa preferire un Bar o una tabaccheria senza slot in cui prendere la propria consumazione o fare acquisti.

Infine si ricorda che sono stati aggiornati tutti i materiali informativi sul gioco d’azzardo ed è attivo un osservatorio regionale.

Conclusioni

La Legge Regionale n. 5/2013 è stata criticata in quanto sembra non avere portato ai risultati sperati.

Va ricordato che tuttavia si tratta di una legge che vuole incidere sulla “educazione”, sulla “cultura” in quanto mette in campo svariate iniziative in ambito preventivo e terapeutico. Quello che la Legge Regionale n.5/2013 si propone di fare è, con specifiche azioni, quello di aumentare la consapevolezza sulla dipendenza correlata al gioco per i giocatori e le loro famiglie, favorire un approccio consapevole e critico al gioco e ai problemi di indebitamento e sovra indebitamento che il gioco d’azzardo patologico può portare, oltre che informare sull’esistenza di servizi di assistenza e cura e sulle modalità di accesso.

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Pubblicato il 24/03/2017 — ultima modifica 05/04/2017
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