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Cooperative, largo ai giovani ma occorre ridefinire gli strumenti per la loro promozione

La discussione della clausola valutativa alla L.R. n.6/2006 ha costituito l’occasione per riflettere sull’adeguatezza dell’articolato di legge innanzi alle nuove esigenze del sistema cooperativo

Introduzione

Il 18 dicembre 2015 è stata discussa in Commissione II la relazione di ritorno alla clausola valutativa prevista dall’art. 11 della L.R. n. 6/2006 recante: "Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione mutualistica in Emilia-Romagna". La clausola valutativa ha in questo caso costituito l’occasione, non solo per rendicontare tempi e modalità di attuazione della legge ed i risultati conseguiti, ma soprattutto a causa della perdurante crisi  economica, per verificare se l’attuale articolato di legge fosse ancora valido per rispondere efficacemente alle esigenze espresse dal sistema cooperativo.

Oggi le cooperative sentono l’esigenza di promuovere e rilanciare i principi mutualistici che hanno rappresentato i capisaldi del loro sistema. La corretta destinazione degli utili ed il posizionamento del socio al centro dell’impresa sono uno strumento di sviluppo non solo della cooperativa, ma anche della stessa società e comunità di cui la cooperativa fa parte ed in cui opera.

Relazione

Sviluppo e promozione cooperativa

In base all’art. 7 della L.R. n.6/2006 la Regione sostiene lo sviluppo e la promozione cooperativa. A tale fine nell’ottobre del 2007 era stato stipulato un accordo con le associazioni cooperative maggiormente rappresentative dell’Emilia – Romagna per individuare alcuni assi strategici ove intervenire.

Se si esamina il capitolo di bilancio n. 21207 dedicato all’attuazione dell’art.7, si può notare che dal 2007 al 2014 sono stati stanziati oltre 3 milioni di euro per il finanziamento di 59 progetti.

Negli ultimi due anni grande attenzione è stata prestata a tutti quei progetti ed attività legate sia a fare conoscere e supportare il modello cooperativo fra le giovani generazioni, sia a cercare di sviluppare il modello cooperativo in nuovi settori in modo da trovare nuovi sbocchi occupazionali e contenere la disoccupazione giovanile.

Le azioni di promozione della cultura cooperativa si sono quindi rivolte alle scuole. Si sono avuti così centinaia di contatti con gli istituti scolastici del territorio che hanno portato alla produzione di veri e propri business plan su idee originali dei ragazzi che saranno soggetti ad una vera e propria verifica di fattibilità.

Le azioni a supporto della cooperazione si sono concentrate anche sul settore energetico e delle fonti rinnovabili. Qui i progetti finanziati hanno portato a definire una impresa collaborativa multistakeholder in grado di fare coesistere gli interessi di tutti i soggetti della filiera energetica (produttore, consumatore) e di ridistribuire loro il valore aggiunto del prodotto.

Strumenti finanziari di sostegno e sviluppo della cooperazione

La nostra Regione promuove il sostegno e lo sviluppo degli investimenti delle imprese cooperative attraverso il fondo rotativo Foncooper ed il Fondo Regionale di Cogaranzia.

Foncooper viene gestito da Unicredit Banca spa e possono ottenere i finanziamenti agevolati tutte le società cooperative che  rientrano nei limiti dimensionali delle PMI, ad eccezione delle cooperative di abitazione. Il limite massimo del finanziamento per ogni impresa è di 500 mila euro.

Attualmente il fondo ha già erogato quasi 23 milioni di euro per 49 progetti e ed altri 8 milioni verranno erogati prossimamente. La capienza del fondo è cospicua e si sta lavorando per cercare di estendere l’accesso al credito anche alle cooperative del settore agricolo.

Il Fondo Regionale di Cogaranzia ha invece uno stanziamento dedicato alla Cooperazione pari a 10 milioni di euro, qui il soggetto di riferimento è Cooperfidi. La garanzia può essere prestata in misura pari al 50% o all’80% del finanziamento per un importo massimo  di 1,5 milioni di euro per singola impresa.

Nel quadriennio 2010-2014 sono state effettuate 329 operazioni per un totale di più di 98 milioni  di finanziamenti erogati con garanzia prestata su più di 37 milioni di euro.

Promozione cooperativa

Infine, in base all’art. 9 della L.R. 6/2006, la Regione è impegnata a sostenere le imprese cooperative appena nate, soprattutto le cooperative sociali che operano per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, o che sono state costituite per l’uscita da situazioni di crisi aziendale o che seguono progetti di particolare valore sociale.

A partire dal 2010 per questo articolo non sono più stati previsti stanziamenti di bilancio, in quanto anche le cooperative hanno potuto partecipare alle misure a sostegno delle nuove imprese attuate con i fondi strutturali POR-FESR 2007-2013.

Con l’art. 9 è  stato dunque finanziato un unico bando nel 2010.

Il bando finanziava le spese di primo impianto attraverso un contributo pari al 40% della spesa ammessa ed ebbe un discreto successo tanto che lo stanziamento inziale di 500.000,00 euro dovette essere incrementato di un ulteriore milione di euro in considerazione del consistente numero di domande pervenute.

I progetti approvati sono stati 74; di questi 74 progetti 45 hanno fatto pervenire la rendicontazione completa. Nel gruppo dei 45 i contributi venivano revocati a cinque progetti per mancato rispetto delle norme previste dal bando mentre ai rimanenti 40 veniva liquidato un contributo pari a 737.849,74 Euro. Siccome per questo gruppo la concessione iniziale era pari a 867.633,86, Euro si è realizzata una economia pari 129.784,12 Euro. I “risparmi” sono dovuti in primo luogo alle mancate fideiussioni dovute alla rigidità ed alla eccessiva onerosità del sistema bancario, ed in secondo luogo nei ridotti investimenti sui brevetti.

La percentuale dei progetti presentati al bando e non realizzati è quindi elevata e pari al 45,95% dei progetti approvati. Si è dunque verificata la situazione di 29 progetti approvati ma non realizzati (15 rinunciatari e 14 non rendicontati) a cui si aggiungono i 5 rendicontati ma esclusi per mancato rispetto delle norme. Le cause della non realizzazione del progetto da parte delle 15 imprese che hanno inviato la rinuncia al contributo è da ricercare sia in una troppo ottimistica analisi di mercato della start up, sia nella perdurante crisi economica che ha colpito il mercato dei servizi sociali. Questo ha fatto si che i quindici rinunciatari dovessero chiudere la loro attività: sono infatti tutte cooperative in liquidazione. Dei 14 non rendicontanti, 3 sono in liquidazione mentre i rimanenti 11 continuano l’attività ma in maniera ridotta. Molto probabilmente non hanno saputo adeguatamente calcolare il rapporto necessario fra fonti ed impieghi di capitale, anche questo è un errore tipico delle start-up.

Conclusioni

In conclusione si può affermare che in considerazione del recente mutare del contesto  in cui opera il movimento cooperativo occorre avviare una riflessione sugli strumenti che possono sostenere la nascita e la crescita delle cooperative, in quanto numerosi studi provano che sono proprio le cooperative ad essere sempre più usate come strumento di Turnaround o di Worker buy out nella soluzione di crisi aziendali o per il contrasto alla disoccupazione giovanile/femminile in settori quali “le attività creative o di servizi”.

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Pubblicato il 19/01/2016 — ultima modifica 19/01/2016
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