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Servizi sociali e abitativi l'adeguamento continua

Con il progetto di legge contenuto nella delibera di Giunta n. 800/2015 prosegue il processo di riordino normativo

Introduzione

La delibera di Giunta n. 800/2015, recante “Modifiche legislative in materia di politiche sociali, per le giovani generazioni e abitative conseguenti alla riforma del sistema di governo regionale e locale”, ha l'obiettivo di completare il processo di riordino normativo in conformità con il nuovo assetto delle funzioni amministrative dettato dalla L.r. n.13 del 2015 e dalla L.r. n.21 del 2012 sul riordino territoriale.

Il progetto di legge prospettato nella delibera, che si compone di di sei Titoli e di 60 articoli, aggiorna ed armonizza la disciplina vigente nelle diverse materie afferenti alle politiche sociali, al Terzo settore, alle politiche per le giovani generazioni ed alle politiche abitative.

 

Che cosa viene modificato

  • L.r. 2/2003 in materia di sistema integrato di interventi e servizi sociali

La recente normativa nazionale e regionale ha sottratto alle Province le specifiche competenze in area sociale, la quasi totalità delle modifiche previste riguardano di conseguenza l'eliminazione del ruolo delle Province nella costruzione del sistema territoriale dei servizi e degli interventi sociali previsti dalla l.r. 2/2003.

 

  • L.r. 5/2004 in materia di integrazione sociale dei cittadini stranieri immigrati

Il progetto di legge dispone l'abrogazione dell'organismo della Consulta regionale per l'integrazione sociale dei cittadini stranieri immigrati, in quanto si ritiene abbia esaurito la sua funzione poiché si sovrappone ad altri organismi, quali:

  • il consiglio delle autonomie locali

  • i tavoli di concertazione con le organizzazioni sindacali

  • la conferenza regionale del terzo settore

  • il tavolo di coordinamento regionale in capo alla Prefettura di Bologna in materia di flussi non programmati

Di fatto la componente degli stranieri, venendo meno il ruolo delle Province, perde il carattere della rappresentatività a livello territoriale.

Così, vengono ridefiniti gli ambiti territoriali di riferimento per la costituzione di Consulte di ambito distrettuale, comunale o di Unione di Comuni, la cui istituzione è promossa dalla Regione.

L'obiettivo delle modifiche normative apportate è quindi quello di fare in modo che il confronto con rappresentanze e forme partecipative di cittadini stranieri si sposti in capo alla Regione e possa essere garantito attraverso un'attività sistematica di monitoraggio, promozione e confronto.

La soppressione della consulta consentirà inoltre un risparmio in termini economici derivante dall'eliminazione dei gettoni di presenza ed amministrativi, connesso alle procedure necessarie all'erogazione dei gettoni.

 

  • L.r. 34/2002 e 12/2005 in materia di valorizzazione delle associazioni di promozione sociale e in materia di valorizzazione delle organizzazioni di volontariato

Sia per le associazioni di promozione sociale, sia per le organizzazioni di volontariato vengono apportate delle semplificazioni per la gestione dei registri locali istituiti dai Comuni o dalle loro Unioni, in quanto si prevede che l'iscrizione nel registro regionale comporti anche il diritto di iscrizione, su semplice istanza delle associazioni o delle organizzazioni interessate, nei registri locali istituiti dai Comuni o dalle Unioni. Vengono inoltre introdotte modalità e strumenti di rilevazione di tutti i soggetti dell'associazionismo che hanno titolo a beneficiare della normativa nazionale e regionale di riferimento, come la sezione speciale del registro regionale delle associazioni dove verranno iscritte tutte le articolazioni territoriali di quelle associazioni che sono iscritte nel registro nazionale.

 

  • L.r. 14/2008 in materia di politiche per le giovani generazioni

Le modifiche alla L.r. n.14/2008 rappresentano invece l'occasione per modificare alcuni aspetti che nel corso degli anni si sono dimostrati bisognosi di aggiustamenti.

Le modifiche si pongono in questo caso l'obiettivo di valorizzare il ruolo delle famiglie, come sede privilegiata della crescita dei ragazzi, ma anche il lavoro di rete che viene svolto dalle così dette agenzie educative, ovvero, scuole, servizi educativi, biblioteche, associazioni culturali e sportive, e oratori. Questi ultimi in particolare, con le loro attività rivolte ai ragazzi, svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione alla dispersione scolastica, che va ovviamente a vantaggio dell'intera comunità locale.

 

  • L.r. 24/2001 in materia di politiche abitative

In questa materia viene introdotta una disposizione che riconosce alla Regione la competenza ad autorizzare la trasformazione della proprietà degli alloggi realizzati con contributi pubblici da indivisa a individuale.

La proprietà indivisa è un istituto riconducibile alle cooperative di abitazione a proprietà indivisa; in pratica le persone che si associano pagano una quota del capitale sociale e ottengono l'assegnazione dell'alloggio in godimento a canone agevolato, di regola senza mai diventarne proprietarie. La proprietà degli alloggi rimane dunque della cooperativa fino a quando la proprietà non si scioglie, dopo di che questi verranno trasferiti agli enti previsti per legge.

Lo Stato e la Regione hanno favorito la realizzazione di alloggi a proprietà indivisa poiché miravano a rispondere al fabbisogno abitativo delle famiglie meno abbienti. A partire dal 1992, in base alla legge 179/92, è stato stabilito che le cooperative a proprietà indivisa possono cedere ai propri soci la proprietà degli alloggi, purché ricorrano condizioni particolari, e purché tali operazioni si riferiscano ad alloggi realizzati con agevolazioni pubbliche , concesse prima della data di entrata in vigere della medesima legge.

Ora con la modifica di legge proposta dall'art. 56 si riconosce alla Regione la possibilità di autorizzare gli operatori a cedere il patrimonio destinato a locazione o godimento permanente, anche qualora il contributo sia stato concesso dopo l'entrata in vigore della legge 179/92, ribadendo anche che la funzione autorizzatoria spetta alla Regione.

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Pubblicato il 23/06/2016 — ultima modifica 23/06/2016
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