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Bologna, due anni di patti di collaborazione

Il comune felsineo pubblica le storie con la collaborazione come metodo

La città di Bologna – leggiamo sulla rete civica Iperbole - si è dotata nel 2014 del Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e Amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani. Si tratta di uno strumento nato per sostenere e valorizzare l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli o associati, per finalità di interesse generale.

La città di Bologna è stata la prima in Italia a dotarsi di questo metodo di collaborazione con la cittadinanza e i patti di collaborazione hanno aperto un lungo processo di cambiamento con l'obiettivo primario di favorire un dialogo con i cittadini per condividere le responsabilità nella cura e nella rigenerazione della città.

La città di Bologna ha definito insieme ai cittadini diversi progetti, diversi tra loro, che interessano diverse aree, che ricoprono sia il centro città che tutto il territorio delle periferie.

Lo scorso 1° dicembre, presso lo spazio Graf di piazza Spadolini, sono stati presentati i risultati di questi primi due anni di patti di collaborazione con 245 intese stipulate – continua la nota del comune - che evidenziano storie di attivismo e di cura della città che i numeri da soli non fanno emergere.

E’ stata anche l’occasione per presentare il nuovo avviso pubblico che specifica chi può partecipare, ovvero tutti i soggetti, singoli, associati o comunque riuniti in formazioni sociali, anche di natura imprenditoriale o a vocazione sociale, che intendono attivarsi per la cura e rigenerazione dei beni comuni urbani ed in particolare: individui singoli, gruppi informali, comitati, associazioni, fondazioni, imprese, cooperative etc.

Le proposte di collaborazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani, devono riguardare i seguenti ambiti: beni materiali come strade, piazze, portici, aiuole, parchi e aree verdi, aree scolastiche, edifici; beni immateriali come l’inclusione e coesione sociale, educazione, formazione, cultura, sensibilizzazione civica, sostenibilità ambientale, riuso e condivisione; ambito digitali come siti, applicazioni, social, alfabetizzazione informatica.

Per saperne di più

Vai al sito Partecipazione e inoltre

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Pubblicato il 28/12/2016 — ultima modifica 28/12/2016
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