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Città metropolitana, il suo impegno per una sanità migliore

Regione, Università e Città metropolitana firmano l'Accordo per l'integrazione dei servizi tra le Aziende sanitarie

Un “patto” a tre per una sanità ancora più forte ed efficiente. É l’ Accordo di programma (pdf, 55.7 KB)stipulato tra Regione Emilia-Romagna, Università di Bologna e Conferenza territoriale sociale e sanitaria della Città metropolitana. Con un obiettivo preciso: la piena integrazione dei servizi tra le Aziende sanitarie dell’Area metropolitana, e quindi le Aziende Usl di Bologna e di Imola, l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Bologna e l’ICCS-Istituto Ortopedico Rizzoli.

A siglare l’Accordo sono stati i legali rappresentanti degli enti coinvolti: il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, il rettore dell’Università di Bologna, Francesco Ubertini, e il presidente della Conferenza territoriale sociale e sanitaria della Città metropolitana, Luca Rizzo Nervo. 

L’Accordo impegna i firmatari a valutare tutti gli strumenti - istituzionali e organizzativi - utili alla piena integrazione dei servizi e/o delle strutture delle Aziende sanitarie, a partire da una riorganizzazione dei servizi distrettuali e ospedalieri in Area metropolitana. Obiettivo: migliorare l‘accessibilità, la prossimità e la qualità dei servizi, stimolare la ricerca e l‘innovazione, qualificare la didattica pre e post-laurea.
Il documento condiviso indica una serie di obiettivi strategici, e precisamente:
-       la razionalizzazione delle reti ospedaliere, che dovrà avvenire in modo coordinato con la revisione dei modelli organizzativi dell’assistenza distrettuale, per un’integrazione più efficace dei percorsi e delle reti clinico-assistenziali. Un’operazione, questa, funzionale a miglioramenti complessivi in termini di efficienza, continuità assistenziale, sicurezza e qualità;
-       caratterizzare maggiormente, e integrare tra loro, le vocazioni delle strutture ospedaliere nell’intera Area metropolitana, in modo da valorizzarle rispetto alle funzioni previste dalla programmazione regionale e nazionale;
-       adottare modelli organizzativi che favoriscano una collaborazione istituzionale più solida nelle attività di ricerca e didattica, così come indicato dal recente Protocollo d’intesa Regione-Università;
-       integrare in modo più efficace le attività assistenziali degli Irccs all’interno delle reti cliniche dell’Area metropolitana, e favorire la loro capacità di trasferire in tempi rapidi i risultati delle proprie attività di ricerca istituzionale sul piano assistenziale.

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Pubblicato il 16/06/2017 — ultima modifica 16/06/2017
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