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Cantiere lobbies

Nell'ultimo numero di "Istituzioni del Federalismo", riflessioni a 360 gradi sul tema caldo dei "gruppi di pressione", in Italia non adeguatamente normato

L'ultimo numero di "Istituzioni del Federalismo" è interamente dedicato ad un tema caldo, nell'agenda politica italiana: il ruolo e i limiti della cosiddette "lobbies", vale a dire quei soggetti portatori di interessi che intendono dialogare e "rappresentarsi" presso le pubbliche istituzioni, altrimenti classificati a volte come "gruppi di pressione".

Il titolo del periodico è indicativo: "Il cantiere delle lobbies". Vuole sottolineare la funzione potenzialmente costruttiva che può avere questa tematica, come è del resto spiegato nell'editoriale di apertura, a firma di Enrico Carloni e Marco Mazzoni.

"La tradizionale assenza di una disciplina di diretta regolazione del fenomeno del lobbying continua ad essere un dato che connota l’esperienza italiana - scrivono i due autori - eppure il “fermento” che caratterizza la materia è evidente. Un fermento che riflette da un lato l’evoluzione della stessa attività di lobbying, che muta progressivamente nei suoi caratteri e nei suoi strumenti, pur continuando a manifestare le inevitabili e molteplici relazioni tra interessi (che si organizzano) e decisori pubblici. Una regolamentazione che, come sostiene Frosini (2016) nella prefazione al volume di Macrì “Democrazia degli interessi e attività di lobbying”, non solo è opportuna ma deve essere anche promozionale e non repressiva. In altre parole, deve favorire la collaborazione degli interessi esterni al sistema decisionale con quelli pubblici e fare così in modo che la decisione presa avvenga dopo un attento processo conoscitivo del fenomeno che si intende disciplinare".

Per concretizzare la riflessione nei suoi molteplici aspetti, il magazine regionale ha dato spazio a numerosi contributi. Tra questi: 

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pubblicato il 2019/06/06 15:10:00 GMT+2 ultima modifica 2019-06-07T12:44:47+02:00
Hanno contribuito: Paron_F
foto (c) Fotoreporter AIC

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